Banche, L’Investimento Chiamato Sicurezza

I dati per un’azienda sono come l’oro. La gestione, la conservazione dei dati, sono strettamente connessi alla profilazione del cliente

Pubblicato il: 31 luglio 2017 | Categoria: EconoMia
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L’attacco informatico subito da Unicredit (violati account di circa 400 mila clienti solo in Italia, rilancia un tema caldo, tra privacy, digitalizzazione delle attività bancarie e sicurezza. Se la tecnologia ha inevitabilmente accorciato il rapporto tra la banca e il cliente, la scelta digitale della banca, come è impresa è irrinunciabile. Lo logica dello sportello è ormai seppellita, da un lato dalle soluzioni in campo, dall’altro delle abitudini ormai consolidate del consumatore utente. Sarebbe paradossale che ci si trovasse, per fare un esempio, in tabaccheria a pagare con Apple Pay per poi continuare ad avere un rapporto bancario basato su carte, scartoffie e bollettini. La tecnologia, quindi, smette di essere una scelta, un’opzione, diventa una necessità di crescita.
La banca però è e resta un’azienda. Un’azienda deve produrre utili. Per produrre utili deve fare investimenti mirati. La tecnologia, quindi, va messa a bilancio sotto questa voce. E qui torniamo alla questione sicurezza. Pur senza tornare al caso specifico già richiamato, i dati per un’azienda sono come l’oro. La gestione, la conservazione dei dati, sono strettamente connessi alla profilazione del cliente, per proporgli nuovi investimenti. Come sono fondamentali per vagliare l’apertura di nuovi rapporti commerciali. Ecco qui che la tecnologia e la sicurezza si legano indissolubilmente al marketing. Dove il marketing, in un discorso circolare, ha come fine ultimo quello di garantire utili. Le implicazioni, quindi, sono tante e delicatamente connesse tra loro. Facciamo attenzione.

Arrivederci a settembre! Fabrizio