Banche, Numeri E Futuro

Il numero degli Istituti è destinato drasticamente a scendere nel prossimo futuro

Pubblicato il: 30 settembre 2016 | Categoria: EconoMia
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Resteranno in poche, le più solide, le più affidabili, le più trasparenti. Parliamo di banche. Lo ha detto recentemente Draghi. Lo aveva detto, prima di lui, tempo fa, Ennio Doris.
Il mercato del risparmio è sempre stato selettivo e lo sarà ancora maggiormente nel prossimo futuro. Gli attori realmente competitivi, sia in termini di costi che di servizi, sono destinati a giocare da protagonisti. Gli altri resteranno sempre più residuali e non al riparo da assorbimenti e “cambi di casacca”.

Del resto, i numeri sono impietosi: l’Italia è il Paese con la concentrazione di sportelli più alta tra le Nazioni occidentali. Il loro numero supera quello di farmacie, ristoranti e scuole e rappresenta un unicum a livello internazionale.

Una realtà che va superata in fretta per restare competitivi. La banca può fallire (bail in docet) e per non fallire deve essere competitiva, agile e dinamica. Come qualsiasi altra azienda deve poter stare sul mercato in qualificato e qualificante. Solo le banche che sapranno guadagnarsi la fiducia dei clienti avranno i numeri per emergere.

Non si tratta quindi solo di ridurre il numero degli Istituti, ma di investire sulla qualità complessiva dell’offerta. La banca ha clienti e amministra patrimoni. Clienti e patrimoni che devono poter produrre risultati tangibili. Investire sulla rete di consulenti non vuol dire “piazzare prodotti”, ma metterci la faccia in tutte le situazioni. Questo fa la differenza tra la banca del futuro e i casi che troppo spesso vengono consegnati alle cronache nostrane.

I numeri non dicono tutto, è vero, ma se letti correttamente non mentono.

Alla prossima

Fabrizio

(Questo post, come tutti quelli presenti in questo sito rispecchia le opinioni di Fabrizio Tiburzi e non necessariamente quelle di Banca Mediolanum)