Risparmio, Investimenti E Il Nodo Debito Pubblico

I cittadini che hanno finora investito nel debito pubblico, sono davvero al sicuro da scossoni monetari o di Borsa?

Pubblicato il: 13 febbraio 2017 | Categoria: EconoMia
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Si torna a parlare di debito pubblico e Qe, ovvero il Quantitative Easing studiato da Draghi come strumento di stimolo delle economie europee in stagnazione attraverso un alleggerimento quantitativo, che si risolve in un aumento della massa monetaria in circolazione. Questo meccanismo, giudizi tecnici a parte, sta facendo quello che ci si attendeva, cioè concedere più tempo alle economie europee maggiormente in difficoltà “scommettendo” anche sul finanziamento del proprio debito attraverso l’acquisto di titoli di Stato. Diversi analisti hanno rilanciato la necessità di rivedere, a breve i cardini di questo sistema. L’orizzonte di questa misura sembra ristringersi e, con esso, anche il tempo concesso alle economie nazionali più asfittiche per rimettersi in cammino.

Detto questo, persistono una serie di problemi:

1) Cosa succederebbe (o succederà) ai Paesi che restano più indietro, una volta cessato questo meccanismo?
2) I cittadini che hanno finora investito nel debito pubblico di quei Paesi, sono davvero al sicuro da scossoni monetari o di Borsa?

Risposte a parte, sono queste le incognite principali dei prossimi mesi. Molte scelte su investimenti e risparmio dipendono da eventi e soluzioni strettamente connessi a questi temi. Se, per citare uno dei più grandi investitori dei nostri tempi,  Charlie Munger, “la maggior parte dei problemi arriva da stime troppo ottimistiche” è bene restare alla finestra diversificando il proprio portafoglio, per limitare i rischi legati al proprio capitale di partenza.

(Questo post, come tutti quelli presenti in questo sito rispecchia le opinioni di Fabrizio Tiburzi e non necessariamente quelle di Banca Mediolanum)