Gestione Del Tempo, L’Efficacia Delle Emozioni

Il ruolo del coach è anche quello di ragionare per obiettivi e gradi diversi di motivazione

Pubblicato il: 29 agosto 2016 | Categoria: Coach
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Ogni buon coach non può prescindere da un elemento: la corretta gestione del tempo. Ma per gestire il proprio tempo in maniera corretta è necessario prima esserne davvero padroni. Come ci si riesce davvero? Prima di tutto non distraendosi dai propri obiettivi. In questo senso, i nostri sentimenti, le nostre emozioni, possono essere deleterie se non gestite correttamente. Le emozioni e le energie che ci servono davvero sono quelle che riusciamo, per davvero, a controllare, dosare, e incanalare. Il resto ci distrae e, talvolta, finisce per dominarci.

Ecco quelle che secondo Brian Tracy, autore de “Gestione del Tempo” (Gribaudi Edizioni) sono le quattro D dell’efficacia personale:

“La prima D è il desiderio: devi avere un desiderio profondo e insopprimibile di mettere sotto controllo il tuo tempo e di ottenere la massima efficacia.

La seconda D è la decisione: devi decidere chiaramente di applicare le regole del time management finché non diventeranno un’abitudine.

La terza D sta per determinazione: devi essere disposto a persistere, resistendo a tutte le tentazioni che potrebbero spingerti ad abbandonare l’impresa, finché non diventerai un bravo time manager. Il desiderio rinforzerà la tua determinazione.

E infine, la chiave più importante per il successo nella vita, la quarta D, è la disciplina: devi autodisciplinarti per fare del time management una pratica costante, che ti accompagnerà fino all’ultimo dei tuoi giorni. Una disciplina efficace consiste nell’imporre a te stesso di pagarne il prezzo, e di fare ciò che sai di dover fare, quando dovresti farlo, anche se non ne hai voglia. È fondamentale per il successo.

Certo si tratta di un argomento vasto che non può essere esaurito in questa sede, mi auguro che questi spunti vi siano utili.

Alla prossima. Fabrizio.

(Questo post, come tutti quelli presenti in questo sito rispecchia le opinioni di Fabrizio Tiburzi e non necessariamente quelle di Banca Mediolanum)