Previdenza: Busta Arancione E Futuro Grigio?

Una risposta possibile è nei cosiddetti piani di accumulo, con i quali, attraverso una spesa programmabile, è possibile ammortizzare i costi e integrare la perdita di potere di acquisto derivante dalla discontinuità. Nel tempo, qualsiasi altro investimento, non ha paragoni

Pubblicato il: 20 agosto 2016 | Categoria: Economia
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In queste settimane, molte persone stanno ricevendo la cosiddetta “busta arancione”. Possiamo dire che il futuro di una generazione, forse anche più, è legato al contenuto di questa busta. Si tratta di un nuovo servizio Inps che permette, anche online, di simulare quella che sarà presumibilmente la pensione che una persona riceverà al termine dell’attività lavorativa. Il calcolo della pensione tiene conto della normativa attualmente in vigore e si basa su tre fondamentali elementi: l’età, la storia lavorativa e la retribuzione/reddito.

Guardando bene però, si tratta di tre pilastri o tre incognite?

Mi spiego meglio: esiste uno stretto rapporto, anche nelle riforme previdenziali di questi anni, tra età anagrafica ed età lavorativa. All’aumentare naturalmente della prima, fisiologicamente la seconda è destinata a seguire la stessa sorte. Fatalmente l’asticella di entrambe è destinata a spostarsi in avanti. Anche retribuzione e reddito sono strettamente legati. Con una differenza non da poco rispetto al passato: il futuro previdenziale dipende dai contributi versati OGGI, per via del calcolo contributivo e non retributivo. La discontinuità lavorativa, quindi, diventa una discontinuità previdenziale. Le proiezioni più affidabili parlano di pensioni sempre più appiattite verso la cosiddetta “minima”. Come difendersi, salvaguardando reddito e quindi capacità di spesa futura.

Una risposta possibile è nei cosiddetti piani di accumulo, con i quali, attraverso una spesa programmabile, è possibile ammortizzare i costi e integrare la perdita di potere di acquisto derivante dalla discontinuità, attraverso una entrata supplementare. I dati ce lo dicono forte e chiaro: nel tempo, qualsiasi altro investimento, non ha paragoni. Insomma, a conti fatti, sempre di più, il futuro è ora.

(Questo post, come tutti quelli presenti in questo sito rispecchia le opinioni di Fabrizio Tiburzi e non necessariamente quelle di Banca Mediolanum)