Risparmio, Investimenti E Le Due Velocità

Si è tornati così a parlare di sganciamento dei paesi più in difficoltà e di sganciamento progressivo dei players più forti. Una versione riveduta e corretta del rischio paese. Con tutto quello che porta con sé dal lato degli investimenti privati rispetto a livelli di debito pubblico chiaramente inesigibili

Pubblicato il: 21 febbraio 2017 | Categoria: Stampa
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Diversi anni fa, prima della costruzione della Ue per come la conosciamo, esisteva un dibattito forte sull’Europa “a due velocità”.

Da un parte i paesi trainanti, dall’altra quelli più in difficoltà su produzione e debito. Il dibattito si concluse con una scelta: tutto dentro nello stesso momento, salve rare eccezioni. Lo spauracchio di allora erano le svalutazioni competitive, sistematiche in alcuni paesi (vedi Italia) che avrebbero cozzato con la prevista omogeneizzazione fiscale, sociale e valutaria che era nei piani.

Come sappiamo, su tutti e tre questi fattori, gli auspicati processi di armonizzazione ha trovato davanti a sé muri quasi invalicabili. Risultato? Il dibattito di questi ultimi mesi sembra aver riportato le lancette all’inizio dell’intero processo.

Si è tornati così a parlare di sganciamento dei paesi più in difficoltà e di sganciamento progressivo dei players più forti. Una versione riveduta e corretta del rischio paese. Con tutto quello che porta con sé dal lato degli investimenti privati rispetto a livelli di debito pubblico chiaramente inesigibili. La difesa del risparmio, come operatori di mercato, parte certamente da questi importanti campanelli d’allarme.

(Questo post, come tutti quelli presenti in questo sito rispecchia le opinioni di Fabrizio Tiburzi e non necessariamente quelle di Banca Mediolanum)